“Il secondo mago” di Carlo Buzzi in affissione nei nove comuni della Terra dei Fiumi

Per tutto il mese di agosto 2026, negli spazi di pubblica affissione dei nove comuni del Consorzio Terra dei Fiumi (Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, San Fiorano, Senna Lodigiana, Somaglia e Pizzighettone), sarà esposta “Il secondo mago”, opera dell’artista varesotto Carlo Buzzi, noto fin dai primi anni Novanta per interventi che utilizzano il manifesto urbano come vero e proprio spazio espositivo.

Il soggetto dell’opera, interpretato dallo stesso artista, è un mago decisamente sui generis. Vestito in smoking, con un’espressione austera e controllata, rivolge la propria bacchetta magica verso i passanti, quasi volesse impartire una singolare benedizione laica. Un gesto sospeso tra incantesimo, comando, spettacolo e autorappresentazione, capace di trasformare l’incontro casuale con un manifesto in un inatteso momento di relazione con l’arte.

Ben visibile nell’immagine compare anche un QR code, concepito non come un semplice strumento informativo, ma come parte strutturale e integrante dell’opera. Il codice rimanda al sito internet del progetto curatoriale “Il peso dell’arte”, iniziativa che trasforma la pesa pubblica di Maleo in una vetrina permanente dedicata all’arte contemporanea.

Il percorso avviato nello spazio urbano trova il proprio compimento proprio all’interno della pesa pubblica. Chi, incuriosito dall’inaspettata apparizione del manifesto lungo le vie cittadine, deciderà di visitarla, troverà esposti principalmente documenti e reperti relativi a precedenti operazioni artistiche di Carlo Buzzi, alcune delle quali risalgono addirittura al secolo scorso.

Tra queste emerge la figura del “Primo mago”, protagonista di precedenti manifesti nei quali l’artista appariva a torso nudo, diretto e istintivo, impugnando la medesima bacchetta con la stella. La mano aperta, lo sguardo intenso e la fisicità esibita conferivano al personaggio un carattere provocatorio, quasi aggressivo, evocando un gesto di imposizione o la preparazione di un incantesimo.

A distanza di oltre trent’anni, quel personaggio ritorna profondamente trasformato. Nel “Secondo mago” la nudità lascia il posto allo smoking, l’energia istintiva diventa compostezza e il gesto si fa più controllato, solenne e cerimoniale. Non si tratta quindi di una semplice ripresa, ma dell’evoluzione dello stesso alter ego: una figura passata dalla fisicità provocatoria delle prime operazioni a una dimensione più istituzionale, spettacolare e mediatica, senza tuttavia perdere la propria ambiguità.

La bacchetta stellata costituisce il più evidente elemento di continuità fra le due opere, mentre il QR code introduce una nuova dimensione temporale e tecnologica. Integrato nella composizione, mette in relazione il linguaggio analogico della pubblica affissione con quello digitale contemporaneo e collega idealmente le strade dei nove comuni alla pesa pubblica di Maleo.

Si crea così una sorta di cortocircuito tra passato e presente, tra spazio urbano e spazio espositivo, tra il “Primo mago”del secolo scorso e il suo ritorno nelle vesti del “Secondo mago”. Con questa nuova operazione, Carlo Buzzi rinnova una ricerca avviata oltre trent’anni fa sul rapporto tra arte contemporanea, comunicazione e spazio pubblico, trasformando ancora una volta il manifesto da semplice supporto pubblicitario a luogo di esperienza estetica e di partecipazione.

carlobuzzi.it ilpesodellarte.it